Intervento Cristina Zanini Barzaghi per gruppo PS GISO FA
Gran Consiglio 23 febbraio 2026
Messaggio 8607 credito di 18’298’000 contributo per opere e impianti esterni per officine FFS a Castione
trattanda n. 15
Si tratta di investimenti necessari per le nuove officine di Castione: un’area che diventerà più frequentata rispetto ad oggi. È inevitabile per noi sostenere questo credito, che renderà attrattiva l’area soprattutto per i numerosi collaboratori che lavoreranno nelle future officine FFS.
Il nostro gruppo voterà questo credito, come già fatto a suo tempo con il “messaggione” M7548, ma lo farà con qualche mal di pancia per diversi motivi che elencherò.
Non era già compreso nei 360 milioni?
È indubbio che, dal momento in cui si è deciso di costruire le nuove officine a Castione in un luogo precedentemente destinato all’agricoltura, bisognava prevedere dei costi per adattare le infrastrutture presenti: strade, acquedotti e smaltimento acque luride.
Non riesco a credere che tale impegno non sia già stato intravvisto al momento della variante di PR, che ha reso edificabile il fondo interessato.
È mai possibile che nel costo complessivo di 360 milioni non siano già compresi gli investimenti di urbanizzazione necessari previsti, o almeno una loro stima?
Ho cercato invano nel messaggio 7548 del 2018 una tabella di dettaglio del preventivo di 360 milioni considerati come investimento, oppure qualche dato sulle dimensioni e caratteristiche dello stabilimento. Nulla: nessuna cifra e nessuno schema.
Ma nel messaggio che stiamo trattando si indica che le opere hanno già superato l’iter di approvazione dei piani. È perciò altamente probabile che il credito che stiamo per votare sia già stato almeno in parte compreso nei 100 milioni già stanziati. Sono passati 8 anni, ci sono stati degli intoppi, una pandemia e una guerra che ha influenzato i costi delle materie prime. Stiamo forse ora coprendo degli imprevisti? Sarebbe bene avere maggiore chiarezza.
Mi scuso dei tecnicismi, ma anche le questioni edili dovrebbero essere vagliate con più attenzione. Tant’è: a noi resta il dubbio che ora non dovrebbe essere necessario votare un credito così alto.
Seppur di competenza di un esecutivo e non del nostro ruolo di legislativo, pensiamo che sia giusto dire a chi segue il dossier, di portare nei tavoli tecnici con FFS e il comune di Arbedo-Castione questa riflessione, così da poter ottenere a consuntivo un investimento sensibilmente inferiore.
La chiave di riparto è adeguata?
Nel suo rapporto la commissione della gestione indica che la chiave di riparto non è molto favorevole. Ma è praticamente la medesima adottata nel 2019 per l’aiuto cantonale di 100 milioni. Immagino che questo aspetto sia già stato discusso nel 2019 e che è probabilmente il meglio che si è potuto ottenere.
Siamo contenti che si sia potuto mantenere le Officine in Ticino e che ci sarà uno stabilimento moderno che darà lavoro a molte persone, ma chiediamo al Consiglio di Stato di mantenere alta la guardia.
Con le incertezze emerse lo scorso anno con FFS Cargo e il rischio di importanti smantellamenti di attività in Ticino, le trattative con FFS non devono limitarsi alla discussione sulle quote di riparto. Vogliamo investimenti in Ticino per posti di lavoro di qualità e duraturi, non vogliamo solo pagare in buona parte edifici, con un futuro incerto a causa di nuove riorganizzazioni decise oltralpe. Nel consiglio d’amministrazione di FFS la Svizzera italiana non è presente. Dovremmo rivendicare una maggiore presenza della Svizzera italiana nelle stanze dei bottoni oltralpe. Scusate la divagazione, ora torno nel seminato.
Saranno opere sostenibili e ben coordinate?
Come già detto più volte vogliamo opere sostenibili e ben coordinate con quanto avviene nei dintorni. La nostra richiesta di chiarire maggiormente dei dettagli tecnici viene liquidata nel rapporto con un laconico appunto sul fatto che è già tutto approvato, va tutto bene e non si può cambiare nulla.
Chi, come me vive giornalmente con progetti e cantieri, sa che è sempre possibile fare dei miglioramenti, soprattutto se sono possibili dei risparmi nei costi.
A futura memoria faccio qui alcune proposte. I tecnici che sono all’ascolto (spero) in streaming potranno esaminarle:
Non vogliamo una strada che ha il carattere da autostrada. Il calibro stradale per le automobili e i mezzi pesanti può essere ridotto a favore di ciclopiste e marciapiedi più confortevoli, per favorire la mobilità lenta fra la stazione di Castione e il nuovo stabilimento e per moderare il traffico.
Le costose vasche di raccolta e condotte interrate per le acque di versante potrebbero essere ridimensionate creando maggior ritenzione con spazi più verdi e permeabili attorno alle nuove officine, sui tetti e lungo le strade. Chiedo di applicare in concreto quanto chiesto e già approvato dal Governo con il messaggio 8581 sull’introduzione dei principi della città spugna (vedi mozione Zanini, in CATE relatore Buzzi). Infine segnalo che il masterplan fiume Ticino pubblicato nel 2021 prevede in questa zona più spazio lungo le golene per contrastare le piene: si tratta di opere ben sovvenzionate da Berna che potrebbero ridurre le opere da eseguire contenute in questo messaggio.
Eviteremo le commesse pubbliche da “dumping”di FFS?
I lavori vengono gestiti direttamente da FFS come ente esecutore, nel rispetto della legge sulle commesse pubbliche federale, molto meno restrittiva della nostra.
È bene sapere che le aggiudicazioni di FFS non sono sempre virtuose e trasparenti: il criterio prezzo basso è spesso l’unico considerato. Noi non vogliamo che un ente pubblico importante agisca attraverso le sue commesse incentivando il dumping. Perciò chiediamo ai servizi di attivarsi e mettere qualche paletto: oltre al criterio prezzo bisogna applicare per davvero anche gli altri criteri menzionati nel rapporto dell’art. 29 della legge sugli appalti pubblici federale, ad esempio il criterio “adeguatezza” che viene spesso adottato negli appalti cantonali.
Con questi appunti portiamo la nostra adesione, convinti che in tempi di risparmi si potrà ridimensionare l’investimento chiesto senza perdere in qualità.