Cristina Zanini Barzaghi 18 dicembre 2025

Parlare semplice su temi complessi è difficile.

Decidere bene su opere di lunghissima portata è pure difficile.

Giocoforza dobbiamo restare sull’essenza di questo ulteriore grande credito e provare a dare una risposta chiara a due domande.

Vogliamo sostenere una rete di mobilità pubblica efficiente su ferro nel Luganese? Vogliamo evitare che le generazioni future restino come oggi bloccate nel traffico stradale per gran parte della giornata?

Noi come PS rispondiamo sì a queste due domande.

Voteremo questo credito e non solleciteremo il referendum obbligatorio.

Non lo facciamo a cuor leggero, ma con qualche malessere per il cammino tortuoso che ha avuto questo dossier e per alcune questioni che, seppur collaterali, stanno influenzando il dibattito pubblico in modo negativo e che bisogna considerare nella prosecuzione dei lavori.

“guardare al passato per capire il futuro”

Basta guardare il successo di Alptransit per capire che stiamo andando nella direzione giusta. L’apertura del tunnel del Ceneri sta contribuendo alla creazione della città – Ticino. Chi si ricorda che inizialmente questa galleria era prevista con un solo binario, e che poi si è deciso di raddoppiarla? Oggi Lugano, Bellinzona e Locarno sono ben collegati.

È quindi ora di fare un salto di qualità nel Luganese con una rete di pianura del tram – treno e una stazione sotterranea che permette di raggiungere rapidamente la stazione di Lugano. Proprio in questi giorni sono stati pubblicati dei dati che indicano un boom di utenza con un aumento in pochi anni del 250% in stazione a Lugano.

La tappa prioritaria del tram-treno è l’inizio di un’opera che andrà a svilupparsi nei prossimi decenni e che finalmente permetterà spostamenti veloci sui mezzi pubblici e speriamo che manderà nei ricordi i bus intasati nelle strade.

Se ne parla da molto tempo e il dossier ha fatto diverse curve, accelerazioni e frenate.

Giunge ora al voto un supplemento di credito, in gran parte dovuto al trascorrere del tempo e ad aggiunte di parti d’opera necessarie come l’officina e i P&R. Il progetto è però già stato consolidato con diversi passi istituzionali, fra i quali l’approvazione di diversi crediti qui in gran consiglio e in città a Lugano.

E soprattutto è già stato superato lo scoglio del finanziamento federale: anche questo supplemento avrà una quota parte importante di sostegno da Berna. Un aspetto che non è di poco conto: il tram – treno del Luganese non è finito nella mannaia dei tagli che si stanno prospettando dopo la perizia commissionata dal consigliere federale dell’UDC Albert Rösti al Politecnico di Zurigo. Siamo sicuri che rimandare ancora sia un buon segnale da trasmettere oltralpe?

È anche vero che la “perfezione non esiste” o meglio “la mia perfezione è diversa dalla tua”. Lo vediamo regolarmente in quest’aula quando ci confrontiamo su opinioni diverse.

Ci sono delle critiche, da destra a sinistra, che devono essere ascoltate.

Da destra si pensa che sia un progetto troppo costoso.

Ma basta considerare l’orizzonte temporale dell’opera per capire che questo supplemento non influenza in modo importante il piano di investimenti del cantone. Se consideriamo ca. 20 anni di cantieri, l’investimento che ci apprestiamo a stanziare (87 mio) corrisponde a poco più di 4 mio all’anno: è 1.3% dei 290 milioni annui che proprio alcuni giorni fa abbiamo confermato nel preventivo.

Da sinistra invece arrivano riserve più di sostanza: è giusto sollevarle ora e ascoltarle. Perché come ogni grande progetto infrastrutturale (vedi Alptransit), dopo il voto ci possono ancora essere delle ottimizzazioni e sviluppi da affrontare cammin facendo assieme ai tecnici. All’atteggiamento disfattista e di scontro fra diverse posizioni, che non si risolve con il rinvio in commissione, si deve privilegiare il dialogo.

Mi permetto qui di segnalare tre di queste riserve, particolarmente significative, che all’apparenza sembrano collaterali. Mi scuso se non sarò brevissima.

1. Innanzitutto la necessità nella progettazione di non escludere a priori il mantenimento della linea FLP di collina. Per decidere sul suo destino abbiamo tempo fino alla messa in funzione nel 2035 nella nuova galleria.

Siamo sicuri che lo smantellamento perché “Berna non ce la paga” sia corretto?

Siamo sicuri che sia interessante trasformarla in una ciclopista quando probabilmente si potrà viaggiare sul tram con la bici come oggi lo si fa sulla rete Tilo?

E se si pensasse in futuro una biforcazione verso il Pian Scairolo da Agnuzzo verso Noranco, come alternativa di circonvallazione all’intasata autostrada fra Lugano nord e sud?

E infine cosa succederebbe se si dovesse chiudere la nuova galleria e stazione sotterranea per guasti e manutenzione?

Già solo per questo motivo, alla luce di quanto avvenuto con la galleria di base di Alptransit, non dobbiamo ora prendere ora posizione a riguardo.

Oggi non stiamo votando sullo smantellamento della linea FPL.

In qualsiasi caso, la stazione sotterranea FFS centro non può più essere messa in discussione, visto che è stata tra l’altro richiesta dal consiglio comunale di Lugano nel 2010 con il voto del progetto di massima e che la progettazione è ormai avanzata.

2. Una seconda criticità è lo sbocco della galleria a Cavezzolo e il tracciato nella zona di Bioggio e Manno. Ci sono delle possibili ottimizzazioni tecniche sulla lunghezza, sullo sfruttamento o meno del sedime di FFS e del binario industriale, sul viadotto costoso che potrebbe essere sostituito da un terrapieno, ecc.

Sembriamo diventati tutte e tutti ingegneri esperti di tecnica ferroviaria. Ma è oggettivamente difficile entrare in un dossier tecnico di una enorme complessità senza conoscere il suo iter e i suoi condizionamenti.

Sono comunque tutte riflessioni importanti che possono essere fatte dopo il voto e come PS pensiamo che si debba attivare un dialogo con quelle associazioni che oggi sollevano dei dubbi, per dare le necessarie spiegazioni. È inutile fossilizzarsi su posizioni inconciliabili. Il tempo dei ricorsi è stato ora superato e si deve lasciare spazio a discussioni costruttive da ambo le parti.

Mi permetto un secondo parallelismo.

Dopo l’ottenimento di una licenza di costruzione per una casa, posso ancora decidere dei dettagli che non stravolgono il progetto, come il colore delle porte o il modello di cucina. Non posso modificare cose importanti come la posizione delle finestre o l’accesso dalla strada. Per questo devo chiedere una variante di costruzione. Per continuare la metafora scelta: oggi con questo supplemento stiamo votando per avvallare un concetto di tram già approvato a suo tempo. Non è più possibile spostare a piacimento le stazioni impostate ma ci sarà la possibilità dopo il voto di sistemare gran parte dei temi sollevati.

3. Due parole su una terza criticità emersa in questi giorni: il disorientamento concernente aspetti gestionali come le dimensioni dei convogli, l’organizzazione e la frequenza delle linee dato da un caso di sovraffollamento dei trenini FLP. Dalle relazioni tecniche risulta che ci sarà un aumento del 40% di capacità di trasporto rispetto ad oggi. Anche per questo punto vale quanto detto in precedenza: ci sarà sicuramente la possibilità di affinare le questioni e se del caso anche questo potrà essere un motivo valido per mantenere la linea di collina.

Per terminare una questione più generale che non va dimenticata soprattutto da chi pianifica: comuni e cantone. La tappa prioritaria si limita a collegare la pianura del Vedeggio alla stazione di Lugano e al centro città. È un primo passo, non ottimale, ma non dobbiamo fermare futuri progetti.

La visione complessiva iniziale ad H prevedeva di collegare tutti i poli di pianura del Luganese (Vedeggio, Centro Città, Cornaredo e Pian Scairolo).

Seppur imperfetta devono restare aperte delle possibilità di ampliamento.

A Lugano si è capito dell’importanza di questo avvio e si sta studiando il prolungamento verso Campo Marzio e una linea cittadina circolare nell’area più urbanizzata.

Sul Vedeggio bisognerebbe in aggiunta non escludere la possibilità di prolungamento verso nord a Lamone o Taverne (ad es. sul tracciato del binario industriale esistente), e verso sud sul Pian Scairolo dal centro città o dalla linea FPL.

Termino chiedendo di votare il credito tenendo conto di una massima di un altro Albert, non Rösti ma Einstein

“la vita è come una bicicletta: per mantenere l’equilibrio devi andare avanti”

Andiamo avanti e – un po’ oscillando – arriveremo alla meta.