Intervento per trattanda n. 8 preventivo 2026
Programma di legislatura, statistica, investimenti, risorse umane
gentile ufficio presidenziale, Consiglieri di Stato, colleghe e colleghi,
Non sono una persona incline a fare delle critiche senza approfondire, ma ho sfogliato più volte il librone del preventivo senza comprendere in che direzione stiamo andando.
Vediamo tagli finanziari e piccole ottimizzazioni, ma quali saranno i miglioramenti reali per la maggioranza della popolazione? Ho cercato una correlazione fra il preventivo 2026 e il programma di legislatura che il consiglio di stato ha pubblicato lo scorso anno.
Nel preventivo troviamo risposte esaustive alle numerose proposte puntuali formulate dalla Lega, ma nulla si dice rispetto alla quarantina di obiettivi elencati nel programma di legislatura. Peccato! Speriamo di vedere qualcosa il prossimo anno.
Faccio questa introduzione generica perché nel DFE ci sono molti servizi trasversali decisivi per aiutare il Consiglio di Stato a trovare visioni politiche e per migliorare il funzionamento dell’amministrazione. Concentrerò quindi l’attenzione non alle finanze, sulle quali discuteremo molto con gli emendamenti, ma ad altri tre temi di pertinenza del DFE, ma di interesse generale.
1) statistica
inizio da un tema fondamentale: la statistica.
È inevitabile tornare a menzionare Franscini come già fatto da Sanvido in precedenza, in questo caso non come “padre dell’istruzione pubblica ticinese” ma come “padre della statistica nazionale”. Il preventivo è uno sguardo al futuro e lo si dovrebbe fare anche attraverso i numeri per fare quello che diceva nel lontanissimo 1827 Stefano Franscini: “dire il vero per vedere l’utile”. La statistica come metodo di analisi politica in effetti sembra dimenticata da noi in GC e anche un po’ dal Consiglio di Stato. Attraverso USTAT conosciamo la situazione odierna e abbiamo dati puntuali, ma le tendenze non vengono sfruttate per fare delle scelte politiche a favore della popolazione. Potremmo ad esempio comprendere meglio le dinamiche immobiliari come richiesto nella nostra mozione per il recupero degli spazi dismessi. Potremmo rendere più chiari gli obiettivi del piano di legislatura che sono un po’ inconsistenti e non ci dicono molto in relazione ai cambiamenti demografici e climatici e quali indirizzi economici vogliamo privilegiare.
Potrei iniziare ora un’analisi con i pochi numeri che troviamo nel librone, ma per ragioni di tempo, passo subito ad un altro tema che risiede nel DFE: le risorse umane.
2) Lo Stato come azienda
La valorizzazione delle risorse umane e la razionalizzazione dei costi dell’amministrazione sono aspetti importanti da affrontare senza perdere di vista i bisogni del Paese.
Il compito del Consiglio di Stato – e più in generale di ogni esecutivo – è quello di avere visioni politiche e nel contempo capacità di conduzione di una macchina amministrativa non semplice: un’impresa di Sisifo. Da socialista vorrei dire qualcosa a proposito dello Stato – azienda, senza attendere gli annunciati risultati dello studio BAK.
Mi permetto quindi di riportare a futura memoria le parole fatte nel 1999 dal consigliere di stato Pietro Martinelli, protagonista del dossier amministrazione 2000 assieme alla collega Marina Masoni per amministrazione 2000. Quest’ultimo in questa sala nel 1999 diede una spiegazione chiarissima sul ruolo dello Stato e su come dovrebbe funzionare, che vi riporto qui senza alcuna modifica, così resta nuovamente a futura memoria:
“lo Stato deve rendersi conto che dal privato ha molte cose da imparare. Non certo l’egoismo individuale alla base della legge del massimo profitto perché il compito dello Stato è proprio quello di correggere gli effetti nefasti di quella legge non scritta. Lo Stato però deve copiare dal privato la determinazione nel raggiungere il risultato voluto. Ma siccome la natura umana non muta, anche la politica ha i suoi egoismi: l’egoismo della politica non è legato al profitto bensì al potere che si esplica non solo nella libertà di fare ma anche in quella di impedire di fare. L’egoismo in politica può quindi spingere nella palude dell’immobilismo, della difesa di situazioni di privilegio acquisite, nei giochi di parole senza costrutto. Ci sono sempre dei difetti in ogni iniziativa intrapresa, ma il difetto più grande è quello di non fare nulla.”
Siamo sicuri che riducendo tout court il personale potremo fare meglio?
Piuttosto di ridurre, si dovrebbe dedicare più attenzione e valorizzare l’esistente: spesso basta un po’ di sensibilizzazione delle persone (persone e non personale) per fare meglio, senza aumentare i costi. Cosa si prevede a tal proposito nel 2026?
3) piano investimenti
Infine alcune annotazioni sugli investimenti. Li discutiamo spesso singolarmente in questa sala, ma una volta stanziati i crediti non è dato sapere come vengono coordinati.
Nel preventivo li troviamo elencati suddivisi per dipartimento, e non si esprimono delle priorità rispetto al programma di legislatura.
Investire è importante per le future generazioni e per l’economia del nostro Cantone, ma non ad ogni costo. Senza stravolgimenti, devono essere possibili ottimizzazioni, rallentamenti e suddivisioni in tappe: le condizioni cambiano cammin facendo e soprattutto bisognerebbe analizzare la proporzione fra efficacia e costo.
Porto questa annotazione intervenendo sul DFE perché il servizio della logistica risiede qui ed è capofila nella pianificazione immobiliare cantonale. Questo servizio imposta molte strategie che influenzano per decenni gli investimenti di edilizia pubblica, spesso concatenati al tal punto da rendere molto difficile la realizzazione in tempi accettabili. Un esempio su tutti il dossier del liceo di Lugano, che ha costretto a realizzare una sede provvisoria a Viganello e che riuscirà a completarsi solo dopo il trasferimento del museo di storia naturale a Locarno, con inevitabili stop cammin facendo.
Un secondo aspetto che sarebbe da affrontare nel 2026 dalla logistica, è la necessità di contenere i costi nell’edilizia pubblica, non attraverso l’attribuzione di prestazioni sottocosto ma con una discussione seria sugli standard da scegliere, sia quelli energetici sia quelli legati alla funzionalità degli spazi. È una tragedia se un’aula scolastica non raggiunge gli 80 mq consigliati? È necessario demolire completamente e ricostruire edifici di costruzione recente che potrebbero essere risanati? Un buon segnale su questo tema è il concorso per giovani architetti per la nuova palestra alla Torretta che finalmente premia la scelta di mantenere e risanare la palestra esistente. Un indirizzo più attento all’economia circolare negli investimenti aiuta l’ecologia e soprattutto l’economia! Proprio per gli aspetti economici, al DFE immagino che competa la coordinazione con gli investimenti degli altri dipartimenti. Soprattutto con il DT, soprattutto con l’area costruzioni che fa la parte del leone anche nel 2026 con più di 140 milioni. Sarebbe interessante sapere se il cambio di competenza fra i due consiglieri leghisti abbia portato una maggiore flessibilità e dialogo a tal proposito. Da parte nostra ci attendiamo che il DFE e il CdS nel 2026 rallenti dossier stradali onerosi e non prioritari come la porta ovest e il semisvincolo di sigirino, che riusciranno a portare pochissimi miglioramenti alla situazione viaria del Luganese. Mentre sarebbe più urgente procedere con gli investimenti per la mobilità lenta e pubblica, come pure per la manutenzione delle strade, soprattutto per risolvere situazioni locali inaccettabili come la chiusura della strada del Lavinone in val Colla che si protrae da moltissimo tempo.
Chiudo con una frase di Vaclav Havel menzionata nel 1999 da Pietro Martinelli in questa sala:
“gli unici fiori che non coglieremo mai sono quelli che non abbiamo mai piantato”
Nonostante tutto, speriamo di riuscire a piantarne tanti nel 2026.
Ringrazio voi dell’attenzione e delle risposte che riceverò dal consigliere di stato