Intervento Cristina Zanini Barzaghi per gruppo PS GISO FA – Gran Consiglio 23 marzo 2026
Petizione n. 90 “per un Ticino più vivo e giovanile” – trattanda n. 24
Più di 2000 persone, in larga parte giovani hanno firmato questa petizione chiedendo alle autorità cantonali di offrire più spazi e più sostegno alle attività giovanili. La petizione è stata pure inserita nelle rivendicazioni formulate dal consiglio cantonale dei giovani nella sessione del 2025.
La fascia dei giovani interessati è quella fra i 14 e i 25 anni, un’età bella e decisiva per la propria crescita personale. Certamente è fondamentale il ruolo della famiglia e della scuola, ma ci sono anche altre persone e altri luoghi e persone che influenzano il nostro diventare adulti: i ritrovi con amici e amiche, le attività sportive e culturali, il gioco e lo svago libero.
Fa piacere che alcune richieste della petizione siano state accolte, come risulta sia dalla risoluzione governativa sia dal rapporto di maggioranza. Per questo siamo soddisfatti. Ci attendiamo che la nuova legge LGioCo recentemente approvata, e che i sondaggi promossi dall’osservatorio culturale possano presto dare delle risposte concrete e positive alle richieste fatte. Restano però inevasi i primi tre punti che esprimono il desiderio di avere più spazi disponibili, che siano edifici (pubblici o privati) o luoghi all’aperto.
Nel nostro cantone invece è sempre problematico trattare le questioni immobiliari come leva per fare socialità. La promozione di una politica fondiaria più attiva che mette in primo piano l’interesse pubblico per tutta la popolazione altrove non deve essere tabù.
Soprattutto il punto 1 non trova risposta: monitorare gli spazi esistenti e trovare un luogo in ogni distretto.
Con tristezza leggo a pg. 4 nella RG 3683 che il governo non può disporre la creazione di spazi o richiedere l’occupazione temporanea a privati e che i comuni attenti al tema già lo possono fare. Non si capisce il perché. Quando è necessario troviamo spazi per scuole, case anziani, ospedali, ecc. , se necessario collaborando con i comuni. Perché gli spazi per i giovani non si possono trovare?
E poi sembra che una mano non sappia cosa fa l’altra, visto che recentemente è stato presentato dal DECS uno studio estremamente interessante sui potenziali spazi disponibili. Ce ne rallegriamo, ma ora dobbiamo capire se si riesce a passare dalle buone intenzioni ai fatti. Diteci la verità: non si può, oppure non si vuole entrare nel merito.
È penoso scaricare la responsabilità sui giovani stessi affermando che “le richieste devono essere promosse dai giovani stessi”, immaginando che essi siano in grado di gestire autonomamente trattative con proprietari e comuni. Chi come molti di noi conosce i meccanismi delle attività giovanili (associazioni sportive, scout, eventi ricreativi come carnevali, gruppi musicali, ecc.) sa benissimo che é necessario un minimo di aiuto per trovare spazi idonei e procurare dei soldi per coprire delle spese. La gran parte delle ragazze e ragazzi non sono come il bambino capitalista della Migros (che al posto di giocare spensierato preferisce accumulare soldi e andare in giro in motorino con gli occhiali da sole).
Perciò ci attendiamo che il Consiglio di Stato sia più proattivo nell’intraprendere iniziative concrete: esistono già esperienze di successo, alle quali si può fare riferimento.
Ad esempio la “piattaforma degli spazi” (Raumbörse) della città di Zurigo: un modo semplice per mettere a disposizione spazi a tempo determinato, unendo interessi privati e pubblici, con un minimo di regole nella loro gestione. Tanti edifici sottoutilizzati pubblici e privati hanno trovato nuova vita grazie a questo programma intelligente di promozione economica e culturale rivolto esclusivamente ai giovani, tanto da avere ripercussioni positive non solo a livello sociale ma anche finanziario. Il surplus di entrate viene reinvestito per aiutare le attività promosse dai giovani.
Un secondo esempio è l’associazione Frequenze, nata a Chiasso grazie al sostegno del Municipio (Roberta Pantani!), che riattiva gli spazi dismessi attraverso attività ricreative, culturali ed economiche. La prima finalità del comune era di evitare il degrado degli spazi dismessi e avere maggiore decoro. In realtà i maggiori beneficiari sono i giovani e persone in difficoltà che possono proporre delle attività grazie alla sola copertura delle spese senza alti affitti.
Ora basta parlare: bisogna agire. Diamo ascolto alle nuove generazioni!
Ci spiace molto vedere una maggioranza che accetta supinamente la pigrizia del Consiglio di Stato.
Fortunatamente oggi abbiano due rapporti e pertanto speriamo che ognuna e ognuno di voi accolga il rapporto di minoranza.
Cristina Zanini Barzaghi – 23 marzo 2026