Gli eventi di pioggia estremi e i periodi di siccità e di calura sempre più frequenti hanno reso evidente da decenni la necessità di progettare secondo i principi della “città spugna”. La “città-spugna” è un concetto di progettazione che prevede di assorbire e immagazzinare localmente l’acqua piovana, invece di incanalarla e drenarla. Dando più spazio a verde e acqua negli agglomerati si evitano inondazioni durante i forti eventi di pioggia, si migliora il clima urbano e si promuove la salute delle alberature, e anche delle persone. Riducendo le canalizzazioni e le superfici pavimentate si possono avere impatti economici positivi. L’associazione svizzera per la protezione delle acque VSA sensibilizza al tema da parecchi anni.

Da una recente pubblicazione USTAT risulta che più del 90% della popolazione ticinese vive e lavora nei fondovalle in contesto urbano, dove si trovano la maggior parte degli edifici, delle strade, piazze e posteggi largamente pavimentati: ambienti poco verdi e sempre più surriscaldati.

Agire solo sugli edifici con nuovi isolamenti termici e costosi impianti di climatizzazione non migliora la vivibilità negli spazi esterni. Nei nostri agglomerati è necessaria una trama continua di spazi verdi con alberi e acqua, soprattutto lungo le strade. Basta osservare che in pochi metri di distanza, la differenza di temperatura fra un prato ombreggiato da alberi e un piazzale asfaltato al sole è maggiore di 20 gradi!

Abbiamo proposto nel luglio 2024 questa iniziativa perché è stupefacente che non ci sia ancora una riga nella legge cantonale sulla necessità di considerare gli aspetti ambientali (e anche sociali) nella progettazione di strade, piazze, posteggi, parchi.  Ringraziamo sia il CdS, sia la commissione e anche voi per il voto positivo che darete a questa piccola ma significativa modifica.

Colmiamo oggi questa mancanza legislativa, sperando che ciò possa dare maggiori impulsi ai Comuni e al Cantone con disposizioni più incisive nei piani regolatori e più sensibilità nei progetti stradali.

Il cpv 1 dell’art. 6 della legge sulle strade viene completato inserendo nella concezione delle strade anche gli aspetti ambientali in aggiunta a quelli economici.

Ci accontentiamo di questa proposta del CdS, purtroppo minima.  Secondo la VSA “La «buona pratica» della gestione delle acque adattata al clima …oltre a essere una risposta ai rischi garantisce un’alta qualità di vita e la biodiversità attraverso le aree naturali, di ricreazione e di gioco.” Anche la categoria dei tecnici riconosce la valenza sociale della “città spugna”.

Le strade, nelle parole della famosa urbanista Jane Jacob, “devono saper ospitare un numero indefinito di usi, e diventare l’orizzonte di incontri urbani e di costruzione di capitale sociale”. Il rimando alla socialità che abbiamo proposto non è così astruso.

Per il cpv. 3 si inserisce ora in modo chiaro nella concezione delle strade l’attenzione ai principi che favoriscono la permeabilità del suolo, la ritenzione e il riutilizzo dell’acqua, la biodiversità e il contenimento delle isole di calore.  Si rende così vincolante quanto sta già avvenendo.

Inspiegabilmente non viene accettata la proposta di completare anche l’art. 10 che concerne la progettazione di dettaglio. La nostra proposta di completamento dell’art. non è né superflua né ridondante. Provate a guardarvi attorno mentre viaggiate: quanti isolotti spartitraffico, aiuole laterali, marciapiedi, piazzole, posteggi potremmo realizzare con verde e alberi, senza asfalto o selciati impermeabili, lasciando il terreno in grado di assorbire naturalmente la pioggia? Il Dipartimento sarebbe già oggi in grado di sollecitare i progettisti in questa direzione con qualche progetto pilota.

Speriamo almeno che tenga fede a quanto indicato nel messaggio, con la presentazione in tempi brevi di nuove direttive e regolamenti.

Con il nostro voto a favore della città spugna, colleghe e colleghi, invitiamo il Consiglio di Stato ad essere più deciso rispetto al programma di legislatura 2023 – 2027: l’azione 14.1 si limita a considerare due progetti puntuali1. Noi ci attendiamo di più, i crediti esistenti sono già sufficienti per andre nella buona direzione. Lo dobbiamo alle giovani generazioni e alle nostre comunità che vogliono un mondo più vivibile, con meno grigio e più verde.

Quando fiorisce il glicine fiorisce la speranza

da “Bill” poesia di Alberto Nessi, raccolta «La seconda bellezza – poesie vegetali»

Cristina Zanini Barzaghi  – 23 marzo 2026

1 AZIONE 14.1: Rivedere il concetto di gestione delle acque urbane, promuovendo l’attuazione dei principi della città spugna ‒ ritenzione sui tetti (verdi) e infiltrazione in loco delle acque meteoriche ‒, con vantaggi a livello di raffrescamento e di dimensionamento delle reti delle canalizzazioni.

INDICATORE 14.1.1: Avviare le riflessioni con due progetti pilota, coinvolgendo i partner dei progetti, uno presso il NQC di Lugano-Cornaredo e l’altro presso il sedime ex Officine a Bellinzona.