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09.04.2011 | Negozi aperti alla domenica per chi?
Questa mattina ho fatto come sempre la mia grossa spesa settimanale in un grande magazzino a Lugano sud. Lavorando a tempo pieno ho poco tempo, cerco perciò di concentrare gli acquisti una o due volte alla settimana.

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Questa mattina ho fatto come sempre la mia grossa spesa settimanale in un grande magazzino a Lugano sud. Lavorando a tempo pieno ho poco tempo, cerco perciò di concentrare gli acquisti una o due volte alla settimana. Caricando il carrello, alla cassa ho scambiato alcune parole con le commesse in merito all’apertura di domani pomeriggio. Mi hanno detto che non sono entusiaste di questa apertura e non ne comprendono molto i motivi, ma nonostante tutto si ritengono fortunate di lavorare per un’azienda che impone delle regole in merito grazie ai contratti collettivi. Chi lavora di domenica ha diritto a due giorni di libero prima o dopo.
Io di regola non vado mai nei negozi i giorni festivi perché ho tempo di fare la spesa al sabato e ritengo importante che anche le commesse possano avere un giorno di riposo. Lo dico con cognizione di causa, perché i miei genitori hanno gestito per moltissimi anni un negozio di confine aperto dalle 6 alle 22 ogni giorno dell’anno, con sola eccezione del Natale, e anche noi figli abbiamo aiutato spesso nel finesettimana.

Molti chiedono orari di apertura più prolungati in settimana e nel finesettimana, ma per comprare cosa? In genere la sera o la domenica comperiamo ciò che non abbiamo dimenticato in altri momenti. È un dato di fatto che con i residenti non si fanno grandi affari ad aprire più a lungo: quello che abbiamo da spendere è sempre lo stesso. Le aperture festive sono sensate solo in tempi di tredicesima e laddove ci sono turisti. Che senso ha perciò aprire questo 10 aprile il solo pomeriggio in una giornata che si prospetta piena di sole e più idonea per passeggiate e lavori di giardinaggio? Sarebbe stato più azzeccato farlo lo scorso 19 marzo che cadeva di sabato, oppure la domenica prossima in concomitanza con l’arrivo dei turisti di Pasqua. Così che i commercianti avrebbero potuto avere maggiori profitti e i dipendenti comprendere meglio il senso dell’operazione.

La discussione non finisce qui, anche nella prossima legislatura sicuramente il tema sarà all’ordine del giorno. E allora dovremo nuovamente insistere nel chiedere l’introduzione per tutto il settore di un contratto collettivo con salari minimi e orari di lavoro concordati con i sindacati. Solo con questo presupposto tutte e tutti potrebbero essere d’accordo su una certa liberalizzazione degli orari di apertura. Perché le aperture festive, se ben pianificate, potrebbero essere anche l’occasione per creare nuovi posti di lavoro, interessanti per categorie di persone come gli studenti che vogliono guadagnare qualche soldo durante la propria formazione, o coloro che preferiscono avere liberi altri giorni.

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