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01.05.2010 | Il mio primo 1. maggio
Per la prima volta partecipo ad una festa del 1. maggio, con un piccolo discorso a Roveredo.

Per molti oggi il primo maggio è divenuto solo un giorno di riposo.
Eppure l’attualità nazionale degli ultimi tempi....
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1. maggio 2010 Roveredo

Per molti oggi il primo maggio è divenuto solo un giorno di riposo.
Eppure l’attualità nazionale degli ultimi tempi dimostra che è ancora una ricorrenza importante, non solo per difendere i diritti delle lavoratrici e lavoratori, ma anche per ricordare che dobbiamo cambiare le regole del nostro sistema economico per renderlo più equo e sostenibile.

Il mondo del lavoro è molto cambiato negli ultimi decenni e nuove rivendicazioni si sono aggiunte a quelle più tradizionali.
Dobbiamo sì continuare a difendere le nostre assicurazioni sociali dai tentativi di smantellamento, garantire salari minimi, estendere i contratti collettivi e garantire la parità salariale fra uomini e donne; ma nel contempo dobbiamo anche impegnarci su temi nuovi come la conciliabilità fra famiglia e lavoro (un tema sentito non solo dalle donne), la salute sul posto di lavoro, la creazione di nuovi posti di lavoro ad esempio con la promozione delle energie rinnovabili (iniziativa Cleantech).

Sono temi che dobbiamo affrontare con un maggior dialogo fra classe dirigente e dipendenti.
Un famoso industriale italiano qualche tempo fa disse: “Con la crisi saranno tempi duri. Ma la nostra forza è che non abbiamo mai diviso utili, neanche un euro. L’utile va tutto in riserva o investimenti. Remuneriamo il lavoro, paghiamo buoni stipendi ma non abbiamo dividendi. E quando perdiamo usiamo le riserve per pareggiare le perdite”.
Queste parole dimostrano che le aziende possono funzionare anche con pochi utili, e che esistono anche datori di lavoro sensibili alla socialità.

Sono convinta che garantire salari minimi decorosi senza disparità fra uomini e donne; che porre freno a incomprensibili salari stratosferici e dare meno importanza agli utili non compromette il mercato economico come ci si vuole fare spesso credere, anzi!

Penso che al giorno d’oggi si debba chiedere alle aziende di dedicare attenzione al miglioramento delle condizioni di lavoro salariali, ma non solo. Al posto di distribuire gli utili, le aziende potrebbero investire di più per creare nuovi posti di apprendistato, per aprire asili nido aziendali, per permettere la formazione continua delle collaboratrici e collaboratori, e anche per migliorare gli spazi di lavoro.

Con il vostro sostegno alle numerose iniziative dei partiti progressisti potremo fare passi in avanti e dare maggiori opportunità nel mondo professionale e anche nella vita specialmente ai giovani e alle donne.