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03.04.2010 | Stazione e trincea: é ancora possibile un'impostazione condivisa
È stato recentemente sottoposto ai Consigli comunali di Massagno e Lugano il credito per l’allestimento della variante di piano regolatore per le zone Stazione FFS di Lugano (StazLu2) e trincea di Massagno (Trima). Si tratta dell’avvio di un’importante procedura che...
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apparso sul Corriere del Ticino il 3 aprile 2010


Stazione e trincea: è ancora possibile un’impostazione condivisa

È stato recentemente sottoposto ai Consigli comunali di Massagno e Lugano il credito per l’allestimento della variante di piano regolatore per le zone Stazione FFS di Lugano (StazLu2) e trincea di Massagno (Trima). Si tratta dell’avvio di un’importante procedura che permetterà di stabilire la destinazione di questi comparti territoriali strategici per tutta la regione del Luganese.
Al momento gli indirizzi sono ancora sommari sia a Massagno , sia a Lugano.
A Massagno si prevede finalmente di coprire la trincea ferroviaria, con ciò sarà possibile inserire nuovi edifici (in particolare la SUPSI) e creare un nuovo parco. In base al Masterplan Città Alta elaborato negli scorsi anni, è prevista una nuova strada sulla trincea, che sicuramente non è benvenuta per gran parte della popolazione di Massagno e non solo. Già alcuni anni fa anche la sezione del Partito socialista di Lugano si era espressa contro questa strada.
A Lugano, nel comparto STAZLU2 si prevede di definire più dettagliatamente la viabilità (nuovo anello stradale), le edificazioni lungo via Basilea, il nuovo autosilo con terminale dei bus. Nel contempo verranno meglio precisati gli interventi per la stazione FFS, la funicolare e la ferrovia Lugano -Ponte Tresa. Anche a Lugano vi sono quindi tematiche degne di nota.
Da qualche mese la SUPSI ha manifestato forte interesse ad insediarsi in questa zona, perciò vi è ora urgenza di arrivare ad una pianificazione definitiva di queste zone. Nel contempo si impone però un cambiamento di visione rispetto a quanto previsto nelle idee iniziali del Masterplan Città Alta.
Mi sembra di capire che tutte le forze politiche siano concordi su questo fatto.
Meno concordi si è invece in relazione ai metodi di lavoro adottati finora, che non hanno permesso un’efficace interazione dei legislativi dei due comuni.
Infatti i messaggi nei due comuni sono stati presentati con tempistiche diverse. A Lugano il messaggio è arrivato con due mesi di ritardo rispetto a Massagno.
La commissione della pianificazione di Lugano ha iniziato i propri lavori solo qualche settimana fa e in modo tempestivo ha richiesto al proprio Municipio di intervenire per allineare le tempistiche di approvazione e permettere una condivisione delle posizioni fra i consiglieri comunali dei due comuni. Il Municipio di Lugano ha raccolto questo invito e ha inviato uno scritto in merito lo scorso 25 marzo al Municipio di Massagno.
Purtroppo questa lettera, arrivata all’ultimo momento, non è stata considerata.
Lo scorso lunedì 29 marzo il credito è stato votato dal Consiglio comunale di Massagno, inserendo un emendamento all’ultimo momento che va nella buona direzione. Con ciò il Masterplan è ora reso ufficialmente indicativo e viene data fiducia ai Municipi nell’elaborazione della variante di PR.
Non è però stata data una possibilità di dialogo fra i consiglieri comunali dei due comuni.
Eppure questa fretta non era giustificata, visto che a Lugano l’approvazione avverrà solo nei prossimi mesi. Si può quindi comprendere che il clima a Massagno si stia arroventando oltremisura.
A mio parere si tratta di un’occasione persa: con una maggiore sensibilità si sarebbe potuto fare un significativo esercizio di “pianificazione partecipata”. Una discussione approfondita avrebbe permesso ai due Consigli comunali di adottare un’impostazione condivisa e dare indicazioni chiare sui contenuti desiderati a coloro che si occuperanno della pianificazione.
Ma non è ancora troppo tardi, sarà infatti solo al momento dell’approvazione del nuovo Piano regolatore che le scelte diverranno definitive. Perciò se in tale occasione non verrà data la possibilità di parlarsi, si correrà il rischio di mandare in fumo l’ottima occasione odierna di insediamento della SUPSI.
In queste tematiche territoriali intercomunali, al di là dei contenuti, emerge quindi l’importanza di favorire il dialogo fra i Comuni in un clima costruttivo, ascoltando tutte le posizioni e creando consenso.
Spero perciò che ci siano azioni concrete in questo senso.