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24.08.2009 | Beni culturali: comunicato PS Lugano
La sezione del partito socialista di Lugano ha esaminato la variante beni culturali pubblicata lo scorso mese di luglio e si complimenta con il Municipio per il notevole lavoro svolto. La sezione auspica che questa variante possa salvaguardare importanti parti della città ed evitare la demolizione di edifici e la distruzione di luoghi a cui teniamo tutti, luganesi e non. Si spera spera che non sia troppo tardi e che ostacoli giuridici, interessi privati o aspetti finanziari non vanifichino gli obiettivi inizialmente posti.
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La sezione del partito socialista di Lugano ha esaminato la variante beni culturali pubblicata lo scorso mese di luglio e si complimenta con il Municipio per il notevole lavoro svolto. La sezione auspica che questa variante possa salvaguardare importanti parti della città ed evitare la demolizione di edifici e la distruzione di luoghi a cui teniamo tutti, luganesi e non. Si spera spera che non sia troppo tardi e che ostacoli giuridici, interessi privati o aspetti finanziari non vanifichino gli obiettivi inizialmente posti.
La sezione invita anche il Municipio a considerare le seguenti osservazioni.
• Estendere in tempi brevi il lavoro su tutti i quartieri con i medesimi criteri adottati per Lugano. Pensiamo che ciò sia particolarmente urgente per Gandria.
• Considerare le informazioni contenute nel catalogo ISOS (sviluppo storico, perimetri più significativi, elementi qualificanti o perturbanti) nell’elaborazione delle norme di attuazione e nell’adattamento dei perimetri di rispetto.
• Inserire nel catalogo dei beni culturali anche fontane, monumenti, parchi, edifici industriali storici e manufatti del genio civile di particolare interesse. Pensiamo anche che l’intero fronte del lungolago da Paradiso a Gandria sia da inserire come bene culturale (panorama da cartolina).
• Prevedere al più presto dezonamenti o espropriazioni delle aree verdi più meritevoli. Ciò per sopperire alla mancanza di aree verdi pubbliche all’interno delle zone residenziali più dense della città.
• Ampliare le zone da proteggere (dette “perimetri di rispetto”), specialmente a Loreto, Besso e Molino Nuovo. Ampliare pure le zone di nucleo tradizionale, diversificando i gradi di protezione, come avviene in altri comuni e quartieri. A nostro parere il fatto che alcune situazioni siano già compromesse non è un motivo per escludere zone importanti e giustificare un ulteriore degrado.
• Iniziare finalmente un esame serio delle disposizioni del piano regolatore della città, per permettere la realizzazione di spazi pubblici e privati di qualità. Il piano regolatore attuale, che non prevede aree verdi pubbliche all’interno delle zone con edifici di 7 piani, rende Lugano sempre meno ospitale per la residenza. La variante Beni culturali non potrà evitare questa tendenza di sviluppo. I rappresentanti PS a Lugano hanno spesso agito attivamente, e continueranno a farlo, per contrastare le numerose demolizioni di edifici pregevoli avvenute negli scorsi anni.
• Dialogare con i proprietari interessati nella ricerca di soluzioni condivisibili, per evitare lunghi ricorsi.
• Dare il buon esempio e inserire dei vincoli di conservazione per i beni culturali di proprietà pubblica o parapubblica come le case Tami del ’48 in via Trevano.
• Sostenere i proprietari privati dei beni culturali da proteggere con aiuti finanziari e con un servizio di consulenza. Già ora esistono a Lugano esempi pregevoli di riconversione di edifici dismessi, non catalogati come beni culturali, dove i proprietari con sensibilità hanno scelto interventi conservativi come occasione di valorizzazione.

Per concludere, la sezione PS Lugano auspica che, come per la variante beni culturali, il Municipio possa trovare un’intesa anche per l’armonizzazione e l’adeguamento al nuovo contesto urbano del piano regolatore della nostra città, per preservarla e migliorarla quale spazio di vita accogliente per noi e per le generazioni future.