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29.03.2008 | Cornaredo come Sihlcity?
articolo sul Corriere del Ticino 1.4.08

Cornaredo come Sihlcity?
L’interessante documentario di Falò dello scorso 13 marzo sul quartiere Sihlcity di Zurigo, dà spunti per diverse riflessioni, che potrebbero essere utili per il futuro territoriale delle nostre aree urbane. Il documentario ha bene illustrato la valorizzazione dell’ex-sedime della cartiera Sihlpapier, situato lungo il fiume Sihl a sud della città, dismesso da molti anni e simbolo di un’importante realtà industriale del passato. Negli anni Settanta un gruppo di investitori aveva proposto la demolizione completa dell’esistente e la costruzione di edifici ad alta densità prettamente amministrativi. Ciò avrebbe comportato grandi problemi di mobilità, perciò il Municipio di allora, attraverso la municipale socialista Ursula Koch e sull’onda della forte opposizione della popolazione, ha bloccato questo progetto per anni. Solo dopo molti anni e numerosi ricorsi gli investitori hanno ottenuto ragione.
Nel frattempo la cultura del costruire in città era cambiata e i promotori si sono quindi indirizzati su nuove soluzioni. Grazie all’apporto di un architetto competente come Theo Hotz è stato quindi possibile realizzare negli anni Novanta una piccola città con negozi, uffici, ristoranti e asili nido con nuove costruzioni molto curate e con la ristrutturazione di una parte dei vecchi edifici. Gli spazi esterni e la presenza del fiume quale parco naturale sono stati valorizzati. Il dialogo costruttivo instaurato fra investitori, enti pubblici e popolazione ha permesso l’inserimento ottimale nel tessuto urbano di questo nuovo vasto complesso di edifici. Già in fase di progettazione è stato predisposto il potenziamento della rete dei mezzi pubblici, il numero dei posteggi previsti è stato ridotto a 600 in accordo con le autorità cittadine. È stato così possibile preparare la città alle nuove condizioni di traffico già durante il cantiere. A un anno dall’apertura, Sihlcity è una realtà di successo con 18'000 utenti giornalieri, dei quali il 70% utilizza i mezzi pubblici.
L’investimento complessivo di 600 milioni di franchi corrisponde a più di tre volte il nuovo centro culturale ex-Palace di Lugano che - a titolo di paragone - conterà ca. 250 posteggi pubblici.
Molti parallelismi possono essere fatti con lo sviluppo che sta vivendo la città di Lugano, non solo per il comparto ex-Palace già in cantiere. La popolazione si attende nei prossimi anni un’inversione di tendenza, con la speranza che la nostra città possa diventare un po’ più simile a Zurigo e meno a Montecarlo.
Durante gli ultimi tempi, l’intenso dibattito sul grattacielo a Celerina, sulla demolizione della Romantica a Melide e sulle case popolari di Tami a Molino Nuovo dimostrano che anche in Ticino è necessaria una cultura del costruire e conservare. Una cultura che tocca la vita quotidiana di tutti i cittadini, sia nelle aree urbane che in quelle periferiche, che tocca in primis i proprietari, gli operatori del settore immobiliare e gli architetti.
Un’occasione eccezionale per cambiare pagina si presenta con la pianificazione del comparto Cornaredo: un nuovo quartiere multifunzionale - una piccola città nella città – che potrebbe offrire abitazioni a prezzi accessibili vicine a scuole, infrastrutture sportive, spazi liberi e aree verdi, centri commerciali e uffici, bene integrate con i mezzi pubblici e con i percorsi pedonali e ciclabili. È solo un sogno?
Per il momento sembra di sì. Spesso da noi la pianificazione del territorio è principalmente conseguente alla pianificazione viaria: si costruiscono edifici in funzione delle nuove strade e non viceversa. Fra qualche anno la galleria Vedeggio – Cassarate verrà aperta al traffico e nessuno riesce ad immaginare che risposta verrà data al flusso di traffico che si riverserà su Molino Nuovo, Pregassona e Viganello. Dire che dobbiamo pianificare tanti bei autosili non è sufficiente. Per non gridare allo scandalo quando sarà troppo tardi, bisogna affrontare subito tutte le possibilità di sviluppo della zona di Cornaredo invitando proprietari, potenziali investitori e enti pubblici ad una tavola rotonda.
Solo così potremo salvaguardare il diritto di tutti a potersi esprimere, solo così potremo scegliere soluzioni che ci permetteranno di essere orgogliosi di Lugano, una bella città non solo per il lago e le montagne ma anche per la sua vivibilità.

Cristina Zanini Barzaghi, Carabbia
Candidata PS al Municipio e al Consiglio comunale di Lugano
www.cristinazanini.ch

inviato ai giornali 29 marzo 2007