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19.10.2016 | 25 anni del Centro Svizzero di Calcolo CSCS
Ho avuto il piacere di partecipare al 25. compleanno del CSCS, ecco quanto ho detto.

Questa ricorrenza, inevitabilmente mi porta a qualche ricordo del mio percorso formativo e professionale. Ho studiato negli anni Ottanta ingegneria civile al politecnico di Zurigo e le mie prime esperienze di programmazione le ho fatte a Hönggerberg con delle schede forate per il calcolo del profilo di un tunnel. Rapidamente siamo passati ai PC e ai primi computer Apple, con cui ho scritto la relazione tecnica del mio diploma e fatto per la prima volta un calcolo statico con l’informatica.
Sembra preistoria ...

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Sembra preistoria: oggi con i supercalcolatori, voi ricercatori potete intraprendere strade che fino a pochi anni fa sarebbero state impensabili solo con l’ausilio della teoria e della sperimentazione.

Era il 1988, al Poli era appena nata la sezione d’ingegneria informatica. Proprio in quegli anni venne deciso dal Politecnico di fondare un centro di calcolo, che è arrivato nella Svizzera italiana nel 1991 a Manno con un primo computer che aveva la potenza di un odierno ipad. Questa è stata veramente una scelta veramente fortunata per il nostro Cantone e la nostra città e perciò ringraziamo moltissimo chi ha fatto questa scelta: si tratta di un esempio poco scontato di solidarietà federale nel campo della scienza, che speriamo possa avere ulteriori sviluppi anche in futuro.
A Manno si era appena insediato il nuovo ciclo di studio di informatica dell’allora STS (oggi SUPSI), che festeggia proprio in questi giorni i suoi 30 anni. Dopo la fondazione del CSCS è nata la nostra università che proprio qualche mese fa ha festeggiato i sui primi 20 anni.
Come avrebbe potuto affrontare Lugano e il Ticino la recente crisi del settore finanziario e turistico senza il vostro arrivo 25 anni fa?
Grazie a voi, dagli anni novanta è stato possibile anche da noi un buon sviluppo delle scienze innovative, informatica ed elettronica, e la creazione di un’importante rete di contatti con il mondo universitario svizzero, europeo e non solo.
Inutile elencare qui tutto quanto voi siete in grado di offrire in termini di servizi scientifici e di messa a disposizione di supercomputer per calcoli ad alta performance.

Il Municipio di Lugano ha creduto in voi con lungimiranza e non ha esitato a mettervi a disposizione un terreno pregiato alle porte della città, nell’area in cui si sta sviluppando il Nuovo Quartiere di Cornaredo.
Nel 2012 è stata inaugurata la nuova sede concepita secondo criteri di flessibilità e sostenibilità ecologica. Per il raffreddamento dell’edificio e dei supercalcolatori viene utilizzata l’acqua del nostro lago, attraverso una lunga condotta, prelevata a una profondità di 45 metri con una temperatura costante di 6 gradi: all’incirca un terzo dell’energia elettrica viene consumato per il raffreddamento. Assieme alle nostre aziende industriali AIL, prevediamo di realizzare nei prossimi anni nel quartiere una rete di teleriscaldamento a partire dal calore sviluppato dalle vostre attrezzature.

Anche in futuro Lugano collaborerà con il CSCS per attivare ulteriori sviluppi e sinergie, perché crediamo che il settore della ricerca e della formazione sia fondamentale come polo di sviluppo. Sul nostro territorio operano numerosi istituti, dalle quattro facoltà dell’Università della Svizzera italiana alla SUPSI, dal Centro di Studi bancari all'Istituto dalle Molle di studi sull’intelligenza artificiale, dal Tecnopolo al Cardiocentro, che danno forte impulso allo sviluppo della ricerca scientifica e tecnologica. La vostra presenza ci permette di avere posti di lavoro qualificati, di assicurare un’offerta formativa di qualità e di attrarre competenze e risorse essenziali per lo sviluppo della nostra economia, per la condivisione delle conoscenze a vantaggio dell’innovazione.
A questo proposito vorrei ricordare le potenziali collaborazioni con le aziende della nostra città, con il polo accademico luganese, in particolare per il progetto del futuro polo tecnologico “MedTech Center” dedicato alla medicina rigenerativa e alle tecnologie mediche, che potrà costituire un pilastro fondamentale della futura Facoltà di Biomedicina dell’USI. È indubbio che anche in questo campo vi sono grandi potenzialità.

Per finire rivolgo un elogio particolare anche per l’organizzazione regolare di visite guidate aperte al pubblico. Con queste attività, non scontate per un’istituzione come la vostra, è possibile creare un legame con la nostra cittadinanza, per spiegare il vostro lavoro con parole semplici. Nel contempo si possono anche sfatare i tanti pregiudizi che esistono ancora oggi attorno alla scienza e la tecnica, ad esempio quello dell’assenza di donne, ampiamente sconfessato guardando il vostro staff. È un tema al quale tengo particolarmente, e che dovrebbe essere maggiormente considerato anche in politica.