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08.07.2016 | Lungolago: è l'ora delle scelte
Ci sono parecchi progetti importanti sul tavolo del Municipio: uno fra questi è la sistemazione del lungolago di Lugano. «Ho sottoposto recentemente la questione in Municipio perché la valorizzazione del lungolago, assieme al parco fluviale lungo il Cassarate, è un progetto strategico inserito nel documento “Lugano Orizzonte 2015”.

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Un progetto con tante sfaccettature che al momento è fermo. Sarebbe necessaria una discussione dell’assetto generale dalla forca di San Martino fino a Gandria. Il lungolago è il nostro biglietto da visita: la bellezza del nostro lago visto dalle montagne circostanti è un patrimonio al quale va dedicata particolare cura.».
Esiste un’impostazione generale degli architetti Buletti e Fumagalli scelta sulla base di un concorso pubblico una decina di anni fa e un progetto di massima del 2013 per le tre piazze centrali (piazza Riforma, piazza Manzoni e piazza Rezzonico), ma molti aspetti non risolti rallentano il procedere. Cristina Zanini Barzaghi, titolare del Dicastero immobili, nella scorsa legislatura si è occupata anche di spazi urbani «Si tratta di un ambito che non tocca solo l’urbanistica. Discutere sul lungolago significa confrontarsi con scelte riguardanti la mobilità, gli eventi, il verde e i pontili. E poi bisogna decidere come mettersi in relazione con comparti sensibili come il Belvedere, la Funicolare degli Angioli e la riqualifica del centro cittadino. Come capodicastero dell’area costruzioni, ho avuto la possibilità di seguire alcuni cantieri interessanti, in particolare la Foce del Cassarate e gli spazi esterni del LAC, e abbiamo fatto diverse esperienze in merito. Da un lato la riqualifica verde della Foce è stata scelta con un concorso interdisciplinare. Il progetto ha dovuto superare anche lo scoglio del voto popolare, ma ora il luogo è molto apprezzato e frequentato. Davanti al LAC è stata realizzata la nuova piazza Luini, piuttosto vuota con pochi alberi – mette in evidenza la municipale socialista –. A posteriori, per renderla più fruibile, sono state aggiunte delle panchine ed è stato dedicato dello spazio agli esercizi pubblici, inizialmente non previsti. Questi dettagli dovrebbero essere considerati e pianificati sin dall’inizio.».

Sono diversi, dicevamo, gli interrogativi senza risposta per il lungolago, tutti (o quasi) interconnessi alla mobilità. Si vuole moderare il traffico con una zona incontro o zona 30 km/h e si lascia attraversare liberamente i pedoni togliendo paletti e catenelle? Oppure si intende pedonalizzare per accogliere più esercizi pubblici e magari anche il mercato? E ancora: quali sono gli esiti della perizia del politecnico di Zurigo e che ripercussioni hanno sulla prevista pista ciclabile e sul tracciato del tram? Intanto, «con i frequenti eventi, in particolare d’estate, la chiusura del lungolago è già spesso una realtà. Forse occorrerebbe un’ulteriore dose di coraggio – spiega Zanini Barzaghi –. Non da ultimo un tema non trascurabile è il contatto fra lago e città, che potrebbe dare molto anche al turismo: il riordino dei pontili, il recupero naturalistico delle rive con creazione di accessi, le fontane a lago, sono pure ambiti da non dimenticare. Abbiamo realizzato una piccola spiaggia al Belvedere in vista dell’inaugurazione del LAC, che è ora diventata un angolo privilegiato per i cigni, tanto da divenire un’attrazione per la popolazione e i turisti». Insomma, anche la conformazione degli spazi pubblici e del lungolago è fondamentale per migliorare l’attrattività della città. «È probabilmente più difficile progettare strade e piazze perché sono sotto gli occhi di tutti e bisogna tener conto di molti aspetti pratici che in genere vengono messi in secondo piano. Anche la segnaletica, i semafori, la videosorveglianza, l’illuminazione, le esigenze della nettezza urbana, della raccolta rifiuti e della polizia hanno la loro importanza, senza dimenticare la necessità di dare ordine ai chioschi e alle biglietterie e di avere più alberi e verde», osserva la municipale.
Nel frattempo il Cantone sta proseguendo con la progettazione dell’asse verde del fiume Cassarate. Sarebbe bene che anche la progettazione del lungolago riparta presto: anche questo è un progetto di valenza regionale. «Perché è così difficile realizzare spazi pubblici di qualità? Spesso bastano pochi interventi per migliorare la vivibilità. – mette in evidenza la municipale socialista – Purtroppo spesso si dà troppo peso ai bisogni della mobilità privata. Forse la difficoltà sta nel mettere in equilibrio sin dall’inizio tutte le esigenze, anche quelle più spicciole, dei diversi utenti. In altre parole, se la strada non è ben illuminata è difficile incamminarsi nella direzione giusta.”