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28.06.2016 | Poli: o insieme o è rischio caos
Cinque anni per inaugurare il nuovo polo sportivo? Una tempistica ambiziosa agli occhi della municipale Cristina Zanini Barzaghi, raggiungibile se tutto fila liscio come l’olio. L’altro polo, quello fieristico e congressuale del Campo Marzio, potrebbe realizzarsi anche prima.

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La municipale, che si occupa di questi dossier dalla scorsa legislatura, prima con il dicastero Edilizia pubblica e ora con il nuovo Dicastero Immobili, ci mostra uno schema della città con i grandi progetti . Ma non è questo il punto: «Questi due nuovi poli non possono rimanere due pallini sulla carta: attorno si deve preparare un contesto favorevole al loro sviluppo». Concretamente? «Ad esempio, guardando la cartina, si nota che il comparto Campo Marzio Nord non sarà servito dalla nuova linea del tram. Basterebbe prolungare di 500 m la linea già progettata fino al Piazzale ex scuole per avere un ottimo collegamento di trasporto pubblico dalla stazione FFS al nuovo centro congressuale. Ciò è fondamentale per la sua attrattività, in particolare ora dopo l’inaugurazione di AlpTransit e ancora di più nel 2020 quando sarà completata la galleria del Ceneri. Si potrebbe così raggiungere Campo Marzio in modo celere senza l’automobile: dalla stazione FFS si scenderà dalla scala mobile e si prenderà il Tram, che arriverà a destinazione con tre fermate. Affinché questi nuovi poli possano avere successo, assieme a quelli già avviati (polo culturale e universitario), occorre lavorare urgentemente sulle “condizioni di contorno”, in particolare per quanto concerne l’accessibilità con il trasporto pubblico e la qualità degli spazi urbani». Il problema è che questi aspetti sono spesso di competenza regionale e cantonale, per cui si deve lavorare a più livelli. «Certo, è complicato negoziare con i privati, ma è anche impegnativo il dialogo con gli altri enti pubblici – conferma Zanini Barzaghi –. L’avvio del polo congressuale di Campo Marzio e di quello sportivo a Cornaredo ci stanno occupando parecchio, in realtà ci sono anche altri progetti strategici come l’alloggio e la mobilità che devono essere affrontati in contemporanea per permettere uno sviluppo armonioso e sostenibile della città. Ad esempio non possiamo realizzare uno stadio senza avere un nodo intermodale per i bus e una strada d’accesso con park & ride. Per cui è adesso il momento di decidere e progettare le tappe esecutive. Tutti gli enti coinvolti devono lavorare uniti e fare un passo dopo l’altro». In altre parole, prosegue la municipale, «non si deve ragionare per singolo progetto. Ci vuole una visione d’insieme. Se si decidesse di prolungare il tram fino al Campo Marzio, bisognerebbe decidere subito. Ma le procedure richiedono tempo e delle prime idee possono essere pronte solo fra diversi mesi. Per questo motivo penso che i progetti per le grandi opere come la rete tram in città debbano essere avviati comunque, visto che è normale che le pubblicazioni, le espropriazioni e gli appalti rimandano la loro realizzazione di anni. Senza una forte volontà politica Alptransit e il LAC non sarebbero stati realizzati».
Che fine ha fatto il progetto di tram con l’asta cittadina e i prolungamenti fino al Pian Scairolo e a Cornaredo?
«Ora il PAL 3 propone di fare prima una sorta di corsia preferenziale per i bus, sul tracciato previsto per il Tram. Si intende avviare in tempo brevi uno studio di fattibilità» risponde la municipale socialista.

Nel contempo, i privati cominciano ad attivarsi per realizzare investimenti, in particolare nel comparto del Nuovo Quartiere di Cornaredo. Quindi, anche la Città deve proseguire con i propri progetti, coordinandosi con loro, con il Cantone, gli altri comuni e enti pubblici. È un lavoro impegnativo e poco visibile, che richiede dialogo e mediazione. Va fatto altrimenti, «rischiamo che Cornaredo diventi un altro Pian Scairolo.». Paradossalmente è quasi più facile impostare le collaborazioni PPP (Partenariato Pubblico Privato) piuttosto che le collaborazioni regionali. In questo caso, la vera questione è, secondo Zanini Barzaghi, quella di «trovare un giusto equilibrio fra interessi privati ed esigenze pubbliche. Nei grandi progetti devono trovare posto anche contenuti a favore della popolazione come spazi verdi di qualità, alloggi accessibili e spazi di aggregazione. Ad esempio il concorso per investitori del polo congressuale al Campo Marzio richiede la creazione di un nuovo parco e della residenza primaria. Gli investitori saranno valutati non solo per le condizioni economiche ma innanzitutto per la qualità urbanistica delle loro proposte.»

Nella scorsa legislatura a Lugano sono stati impostati il Piano finanziario e degli investimenti. «ma manca ancora il Piano direttore comunale. Recentemente sono state presentate le linee direttive Lugano Orizzonte 2025 ed è stato licenziato un messaggio all’indirizzo del Consiglio comunale per l’allestimento del piano direttore comunale cittadino. Vi si enunciano alcuni principi ma i contenuti restano molto aperti. La Commissione della pianificazione del territorio ha posto diverse domande al Municipio ed è comprensibile: se si chiede un credito si dovrebbero spiegare meglio le intenzioni del Municipio.». Il dossier è però di competenza di un altro dicastero, il nuovo Dicastero dello Sviluppo territoriale.
«La piantina dei grandi progetti di Lugano sarebbe a mio parere da completare. Altrove è stato fatto con successo. ad esempio a Zurigo nel piano direttore comunale sono chiaramente definite le destinazioni ammissibili per le diverse zone di tutta la città, dal centro alla periferia. In estrema sintesi, quando arriva un investitore, sa subito dove può indirizzarsi.», spiega la municipale.
A Zurigo, esiste un documento di una decina di pagine, corredato da una pianta della città che illustra il concetto territoriale in prospettiva 2040, elaborato basandosi su otto principi strategici: qualità dei luoghi di abitazione, di lavoro e di formazione, cura del paesaggio e degli spazi di svago, politica di prossimità nei quartieri, efficienza energetica, mobilità sostenibile e gestione efficiente delle infrastrutture. Inoltre come a Lugano, si prevedono la creazione di poli strategici e la necessità di cooperazioni al di là dei confini cittadini. «Si comprende così quello che le autorità vogliono per la loro città.– commenta Zanini Barzaghi –. Il nostro Municipio, dopo una legislatura di riordino generale, entra ora in una fase di lavoro più propositiva. È il momento giusto di rendere visibili le linee direttive con scelte chiare sullo sviluppo territoriale che vogliamo.».

La Regione 28 giugno 2016