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15.06.2010 | Vivere nel Pian Scairolo: c'è spazio per tutti
Ho scelto da tempo di lavorare sul Pian Scairolo, perché facilmente accessibile dall’autostrada e vicino a casa e ai negozi. Anni fa sul Piano esistevano praticamente solo le officine Franzi e alcune ditte di costruzione, che convivevano con i nuclei residenziali.
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Ho scelto da tempo di lavorare sul Pian Scairolo, perché facilmente accessibile dall’autostrada e vicino a casa e ai negozi. Anni fa sul Piano esistevano praticamente solo le officine Franzi e alcune ditte di costruzione, che convivevano con i nuclei residenziali. Successivamente si sono susseguite edificazioni disordinate, ma nonostante tutto l’ambiente non è stato ancora definitivamente compromesso. I centri commerciali hanno portato un traffico ingestibile e il Cantone ha dovuto correre ai ripari bloccando l’edificazione nel comparto. I Comuni interessati hanno intrapreso perciò una pianificazione coordinata e scelto quale impostazione futura il progetto GreenSkyrolo. In questo progetto le attività economiche e commerciali convivono con le zone verdi e residenziali, gli accessi viari vengono adeguati e le zone edificabili sono distribuite in modo più coerente.
Negli scorsi giorni l’associazione di imprenditori AIP si è presentata esprimendo forte contrarietà al progetto GreenSkyrolo, evidenziando la loro importanza in termini di gettito fiscale e posti di lavoro e indicando che “non si vuole cementificare tutto, ma che bisogna mettere un limite al verde”. Trovo legittimo che queste aziende facciano sentire la loro voce e chiedano una maggiore considerazione nelle procedure di pianificazione. I tempi scelti sono senz’altro corretti.
Sono però impressionata dalle affermazioni in relazione al verde: assieme a me molti abitanti della zona si chiedono se per fare una passeggiata lungo il fiume dovranno andare sul Piano di Magadino. Sembra che non si conosca la realtà del Piano: non solo grandi aziende e centri commerciali ma anche 5000 abitanti, piccole aziende, il centro scolastico di Barbengo frequentato da 800 scolari e docenti. C’è ancora molto verde e spazio per pedoni e biciclette, specialmente lungo il sentiero che costeggia la roggia Scairolo da Pambio-Noranco fino al lago, molto frequentato non solo dagli abitanti.
L’associazione AIPS afferma che dà lavoro a 1800 persone con una cifra d’affari che supera 1.5 miliardi di franchi. Ciò è sicuramente rimarchevole e da considerare. Sarebbe quindi senz’altro possibile qualche investimento per contenere il collasso viario quotidiano e migliorare la qualità di vita di residenti e lavoratori. Mi permetto di formulare qualche proposta: trasporti collettivi aziendali, punti di bikesharing, mense aziendali, spazi esterni decorosi, percorsi interni e posteggi organizzati meglio.
È vero che parecchie aree verdi proposte dal progetto Greeskyrolo sono già edificate. Queste aree dovrebbero essere intese come parco urbano, nel quale le attività esistenti vengono integrate in un contesto più sostenibile di quello attuale, mantenendo liberi gli spazi verdi e prevedendo attività di svago. Con il nuovo piano regolatore intercomunale, si dovrà senz’altro considerare questo fatto e valutare la possibilità di procedere con permute di terreni o riorganizzazioni parcellari per andare incontro alle legittime richieste delle aziende.
Perciò spero che i comuni interessati sappiano trovare delle strategie vincenti di dialogo fra interessi pubblici e privati. Salvaguardare il verde non significa uccidere l’economia.

Corriere del Ticino 15 giugno 2010