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16.01.2010 | Cantiere Winterthur
“Cantiere Winterthur: paesaggio cittadino in evoluzione” è il titolo di una rassegna di manifestazioni svolta nello scorso mese di settembre nella città dell’hinterland zurighese. Con questa iniziativa, la città ha avvicinato la popolazione alla cultura della pianificazione territoriale In un numero della rivista tec21 , appositamente dedicato al tema, si spiega che la città desidera informare maggiormente sul proprio sviluppo urbano e sulla trasformazione degli spazi pubblici, ma non solo.

Apparso su Confronti gennaio 2010
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Cantiere Winterthur

“Cantiere Winterthur: paesaggio cittadino in evoluzione” è il titolo di una rassegna di manifestazioni svolta nello scorso mese di settembre nella città dell’hinterland zurighese . Con questa iniziativa, la città ha avvicinato la popolazione alla cultura della pianificazione territoriale con visite guidate in città e nei cantieri più importanti, esposizioni, porte aperte presso i servizi cittadini, rassegne di film, ecc. ; il tutto anche valorizzato in chiave turistica .
In un numero della rivista tec21 , appositamente dedicato al tema, nell’editoriale viene spiegato che la città desidera informare maggiormente sul proprio sviluppo urbano e sulla trasformazione degli spazi pubblici, ma non solo. Winterthur desidera anche ricevere suggerimenti dalle cittadine e dai cittadini per rispondere in modo adeguato alle domande: quanto costa una città bella? Quale mobilità soddisfa la popolazione? Dove si può costruire, dove si deve mantenere il vecchio? La risposta a queste domande abbinata alle scelte di politica fiscale viene definita come la giusta ricetta per ottenere una pianificazione urbana efficace.
Sono poi illustrate le strategie della città con alcuni esempi pratici:
• La trasformazione in quartieri residenziali di zone dismesse dall’industria (aree ex Sulzer) grazie alla collaborazione con i proprietari e gli investitori, i quali si rivolgono spesso a rinomati architetti. L’alloggio è un tema ritenuto importante da parte delle autorità cittadine.
• Lo studio di arredo urbano sulle vie di forte traffico, partendo dal concetto che le strade non possono essere più moltiplicate ma devono essere trasformate per essere utilizzate meglio da tutti gli utenti. Anche piccoli interventi come la geometria delle fermate bus viene studiata attentamente.
• La riqualifica della stazione centrale, con la pedonalizzazione delle aree adiacenti, il miglioramento dei percorsi pedonali e ciclabili, la creazione di centri commerciali e uffici.
• Il risanamento di situazioni degradate dalla scena della droga creando un maggiore utilizzo degli spazi pubblici attraverso piccoli chioschi e nuovi parchi giochi.
Da ultimo mi ha colpito molto anche il contributo del capoarchitetto della città il quale illustra con un elenco di concetti guida, le scelte attuate dal Municipio per raggiungere una pianificazione urbanistica moderna e veramente condivisa con la cittadinanza:
• impiegare le risorse limitate dell’amministrazione su progetti specifici,
• considerare la storia della città come base per il suo sviluppo futuro,
• scegliere un atteggiamento di fondo, che prescrive la qualità come obiettivo primario,
• promuovere con largo anticipo collaborazioni con investitori, pianificatori e autorità e sviluppare soluzioni condivise,
• strutturare i processi in modo attivo: comunicare in modo trasparente e fare convenzioni,
• spazio e tempo: pensare sempre al di fuori del proprio perimetro, ma solo fino a laddove il dispendio di forze permette ancora un intervento efficace.
Finora avevo pensato che ciò fosse utopia.
Come mai a Winterthur è possibile e a Lugano invece no? Eppure queste due città sono molto simili.
Entrambe hanno un agglomerato di ca. 100’000 abitanti, hanno vicinanza con metropoli come Zurigo rispettivamente Milano, sono prevalentemente residenziali con quartieri-giardino poco densificati e sono nel contempo attraversate da importanti vie di traffico stradali e ferroviarie. Entrambe sono oggi fortemente indirizzate sul settore terziario: a Winterthur il settore assicurativo, a Lugano il settore bancario.
Le due città si differenziano unicamente nella loro storia: un passato prevalentemente industriale per Winterthur, un passato turistico e contadino per Lugano.
Ma solo questa differenza non risponde alla mia domanda, e devo cercare oltre: nella mentalità latina, nella frammentazione in piccoli comuni dell’agglomerato luganese e nella conseguente assenza di una strategia comune, nella mancanza di impegni chiari e a lungo termine da parte degli esecutivi comunali nei confronti della popolazione.
Ciò viene confermato dal sito cittadino di Winterthur , che ho consultato con molta curiosità per capire i motivi del successo della sua pianificazione territoriale.
Ho trovato una presentazione dettagliata del Municipio, con un chiaro programma di legislatura e un bilancio di metà legislatura. I dicasteri sono strutturati in modo chiaro e si può comunicare in modo semplice con tutti i servizi comunali.
In generale il tutto ha un approccio positivo e trasparente, aperto ai bisogni della popolazione.
Se si paragona con Lugano, si nota che da noi vi sono numerose attività sociali, culturali e sportive all’avanguardia, ma che purtroppo in temi più impegnativi, che richiedono una strategia a lungo termine, come la qualità degli spazi urbani, la mobilità pubblica e lenta, l’alloggio e la condivisione delle scelte pianificatorie con la popolazione siamo decisamente immobili rispetto a Winterthur.
Il nostro Consiglio comunale sollecita spesso il Municipio in tal senso con scarsi successi. Con le avvenute aggregazioni dovrebbe essere ora più semplice trovare una strategia univoca, ma al momento non è possibile capire quali indirizzi vengono ritenuti prioritari per i molti progetti in corso (Piano viario del polo, Nuovo quartiere Cornaredo, Stazione Lugano, Polo culturale, Polo fieristico, Pian Scairolo, ecc.). Spesso si parla solo di strade e traffico.
Ho scoperto tra l’altro che a Winterthur il Municipio ha sette membri come a Lugano, fra i quali tre socialisti (sindaco compreso) e un verde, tre donne. Il dicastero costruzioni è gestito da un socialista. Qualcosa vuol dire...