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05.03.2009 | Il prezzo giusto per la vetta del Bré
In consiglio comunale lunedì prossimo a Lugano siamo chiamati a votare il credito per l’acquisto della vetta del Bré e nei giorni scorsi abbiamo ricevuto due rapporti, uno di maggioranza e uno di minoranza.
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apparso sul Corriere del Ticino 7 marzo 2009


In consiglio comunale lunedì prossimo a Lugano siamo chiamati a votare il credito per l’acquisto della vetta del Bré e nei giorni scorsi abbiamo ricevuto due rapporti, uno di maggioranza e uno di minoranza. Devo dire che sono rimasta stupita dei contenuti del rapporto di minoranza, dove si ritiene che il prezzo di acquisto è eccessivo.
A me invece sembra che la trattativa abbia portato ad un prezzo interessante e tutt’altro che esorbitante. Vorrei spiegarlo con alcune semplici cifre: si tratta sostanzialmente del acquisto di 80000 mq di bosco e di 12000 mq di terreno edificabile, quest’ultimo con un potenziale edificatorio di 5000 mq di superficie utile lorda. Concretamente significa che è possibile costruire degli edifici con un indice di sfruttamento del 40%: é un valore abbastanza alto per la particolare situazione del sedime, ma in realtà esso é equivalente a quanto normalmente previsto per i terreni destinati ad abitazioni unifamigliari dei quartieri collinari della città.
Il prezzo concordato di 4.3 milioni corrisponde ad un valore per il bosco di 8.- fr./mq (abbastanza ragguardevole ma giustificato dal fatto che il bosco è accessibile e fruibile come parco) e ad un valore per il terreno edificabile di ca. 300.- fr./mq, un prezzo assolutamente concorrenziale e corrispondente a ca. la metà del prezzo di mercato.
Il credito proposto dal Municipio é perciò a mio parere assolutamente equo e largamente inferiore ai 500.- fr./mq citati dal rapporto di minoranza. Mi stupisce che erroneamente si sia indicato il prezzo del terreno partendo dalla superficie utile lorda e non dall’effettiva superficie del terreno edificabile. Chiunque sia già stato confrontato con un acquisto immobiliare dovrebbe saperlo.
4.3 milioni non sono perciò eccessivi se comparati con altri crediti che vengono votati senza battere ciglio.
Posso però tentare di comprendere la contrarietà all’acquisto solo con motivi differenti dal prezzo. Dapprima il fatto che i venditori siano stati in passato favoriti con la concessione di una sempre maggiore possibilità edificatoria e che ora questo non venga più considerato. Purtroppo dal punto di vista giuridico l’assenza di una legge cantonale che richieda un contributo da parte dei proprietari interessati da vantaggi derivanti dalla pianificazione non garantisce equità di trattamento, né qui né altrove. Il cantone ci sta pensando ma nel frattempo la città sta continuando a sbloccare sedimi privati (Cornaredo, Pregassona) senza un adeguato contributo da parte dei proprietari beneficiati.
E poi il fatto che il ristorante sia fatiscente e che non si conosca ancora la sua futura destinazione, induce alcuni a pensare che si possa soprassedere all’acquisto e formalizzare una procedura di variante di piano regolatore con lunghe procedure d’espropriazione, con costi non necessariamente inferiori. L’acquisto invece permetterebbe alla città di entrare in possesso in tempi brevi della zona e di procedere alla sua rivalutazione naturalistica e turistica. Con un concorso d’idee sarebbe ad esempio possibile aprire il dibattito sul futuro di questo importante luogo.

Mandare alle ortiche anni di trattative solo per questi motivi sarebbe un vero peccato perché perdiamo un’occasione unica per concretizzare uno dei compiti dell’ente pubblico: quello di acquisire spazi per l’intera collettività. Tutti noi affezionati a Lugano, residenti e non, pensiamo che la vetta del Brè - come pure il villaggio di Gandria, la villa Favorita, il parco Ciani, la piazza Riforma, ecc. – sia un luogo simbolico. E tutti noi lunedì sera dovremmo essere fieri di poter finalmente dire che “la vetta è un po’ nostra”.