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28.10.2011 | Il Centro d’esercizio FFS di Pollegio è a tetto.
In questi giorni il Centro di esercizio FFS di Pollegio arriva a tetto con il getto della soletta di copertura, e il 28 ottobre festeggiamo il “ferragosto” in cantiere con gli operai e la committenza.

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L’imponente costruzione di calcestruzzo armato è estremamente complessa e non comprensibile ai profani. Questo cantiere è stato per il nostro studio, e soprattutto per me, un’occasione importante per dimostrare le capacità acquisite negli scorsi anni su piccoli variegati cantieri, portate ora ad una scala più importante.

Grazie ad un progetto innovativo dell’architetta Donatella Fioretti dello studio BFM di Berlino e alla mia scelta di un sistema strutturale d’avanguardia con precompressione nelle pareti, abbiamo vinto nel 2006 il concorso di architettura e ingegneria civile indetto da FFS. La cooperazione sin dall’inizio fra ingegneria e architettura è stata vincente per ottenere un edificio di alta qualità architettonica e nel contempo già impostato correttamente a livello strutturale.

La committenza FFS è molto attenta all’impatto paesaggistico delle proprie realizzazioni, e anche con questo progetto porta un valore aggiunto al paesaggio costruito.
La forma dell’edificio denominato “Periscopio”, molto alto e con aggetti importanti asimmetrici sui due lati, marca l’uscita del tunnel di base di Alptransit e sovrasta il vicino Infocentro e la futura centrale elettrica che verrà realizzata di lato alla linea ferroviaria.
Nella parte alta dell’edificio avrà sede la sala di comando dove verrà regolato il traffico ferroviario da Arth Goldau a Chiasso, compreso quello della galleria di base. Vi lavoreranno ca. 150 persone.
La nuova sala comando al quarto piano non ha appoggi interni e perciò la parte superiore dell’edificio è conformata a ponte con grandi travi di copertura senza appoggi sulla zona centrale con 32 m di luce.
Nella parte inferiore dell’edificio sono ubicati prevalentemente contenuti tecnici per la gestione elettrica e impiantistica (trasformatori elettrici, informatica, impianti di climatizzazione).

L’edificio è realizzato completamente in calcestruzzo armato con la tecnica della precompressione: 6000 mc di calcestruzzo con annegate ca. 800 tonnellate di ferri di armatura e ca. 1.5 km di cavi di acciaio disposti verticalmente e orizzontalmente, i quali riprendono le forze delle parti aggettanti conducendole verso il basso in modo efficace.
Il carico dell’intero edificio di ca. 18'000 t è appoggiato su 34 pali di grosso diametro (1.2 m) e di 22 m di lunghezza, che innestano l'edificio nel terreno, visto che non vi sono piani interrati.
Nel calcolo strutturale abbiamo affrontato molti temi inusuali quali l’introduzione delle importanti forze degli sbalzi con elementi di acciaio, la torsione dovuta all’asimmetria degli sbalzi, i possibili cedimenti del terreno di fondazione, la realizzazione delle piattaforme di appoggio provvisorie, la risoluzione dei dettagli di precompressione molto complessi, la realizzazione di facciate vetrate di grandi dimensioni.
Il cantiere della struttura grezza durato ca. due anni è stato molto impegnativo e non termina con la realizzazione del tetto. Nei prossimi mesi dovrò ancora seguire in modo attento l’evolversi delle deformazioni per verificare le ipotesi di calcolo che abbiamo scelto.

Mi piace pensare che l’edificio è stato concepito prevalentemente da donne, e che non ci si accorga di questo fatto. La tecnica è neutrale e aperta sia alle donne oltre che agli uomini.
Un caro ringraziamento a tutte e tutti coloro che hanno operato finora ed hanno permesso di arrivare fin qui: la committenza, i progettisti, la direzione lavori e l’impresa con tutti gli operai, e in particolare Werner e Valerio, Donatella e Marco, Thomas e Naomi, Roberto e Giacomo.