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24.04.2011 | Costruire la Svizzera: un gesto culturale
In questi giorni vengono trasmessi in televisione i tredici brevi documentari della serie “Costruire la Svizzera” .
Grazie alla bella iniziativa della Società svizzera degli ingegneri e architetti SIA in cooperazione con SRG SSR è pure possibile acquistare un libro con DVD .
Nella prefazione il presidente della SIA arch. Kündig afferma ...

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In questi giorni vengono trasmessi in televisione i tredici brevi documentari della serie “Costruire la Svizzera” .
Grazie alla bella iniziativa della Società svizzera degli ingegneri e architetti SIA in cooperazione con SRG SSR è pure possibile acquistare un libro con DVD .
Nella prefazione il presidente della SIA arch. Kündig afferma “La cultura va ben oltre alle cosiddette belle arti: la cultura è il modo in cui ci comportiamo, in cui pensiamo e agiamo, essa è l’anima della nostra società. Di quest’anima fanno parte anche le case, i ponti, i villaggi e le città, ovvero il paesaggio costruito, in cui si racchiude il nostro passato, presente e futuro.”
Una sacrosanta verità spesso trascurata dai committenti, sia che siano proprietari privati o enti pubblici.
Nei filmati, i diversi oggetti sono presentati dalla loro utenza, dai progettisti e dai promotori, persone particolarmente sensibili nel creare qualcosa che si inserisce bene nel territorio.
Il paesaggio costruito viene mostrato con occhi diversi, sensibilizzando così non solo gli occasionali telespettatori, ma anche gli addetti ai lavori alla necessità di prestare attenzione non solo agli aspetti tecnici ma anche all’influenza culturale del proprio lavoro.
Sono presentate costruzioni sia storiche sia contemporanee - ponti, linee ferroviarie, grattacieli, villaggi e scuole - fra le quali anche alcune ticinesi: l’accademia d’architettura di Mendrisio e l’isola della cultura a Chiasso.
Questa iniziativa ha il pregio di illustrare al grande pubblico che in Svizzera l’ingegneria e l’architettura hanno un’importante tradizione e un ruolo radicato nella nostra cultura: dovrebbe esserlo anche in Ticino.
Purtroppo da noi invece si constata che molte costruzioni significative sono già andate perse: il ponte metallico di Sementina (demolito unicamente per motivi finanziari), il ponte di Castello, la fabbrica Tannini di Melano, i magazzini Usego a Rivera, le innumerevoli ville ottocentesche.
Ma altre costruzioni restano e dovrebbero essere valorizzate inserendole nei cataloghi dei beni culturali, che non dovrebbero contenere solo le ville storiche ma anche i paesaggi particolarmente meritevoli. Mi permetto qualche esempio puntuale: il magazzino Punto Franco di Chiasso dell’ing. Maillard, i manufatti dell’autostrada dell’arch. Tami, la diga della Verzasca dell’ing. Lombardi, la strada della Tremola, il lungolago di Lugano.
Perciò spero che grazie a questi documentari sarà possibile riattivare un discorso più ampio sui beni culturali del nostro Cantone e, se mai si tornerà a parlare di Museo del Territorio, bisognerà pensare a documentare non solo il paesaggio naturale ma anche il nostro patrimonio costruito.

www.rsi.ch/costruirelasvizzera
Costruire la Svizzera, libro con DVD in 4 lingue, ISBN 978-3-03732-028-0