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26.10.2010 | Paesaggi e costruzioni d'arte
Paesaggi e costruzioni d'arte
Un inventario personale di Jürg Conzett, fotografato da Martin Linsi

La mostra «Paesaggi e costruzioni d’arte» curata dall’ingegnere Jürg Conzett è attualmente in corso alla biennale di architettura a Venezia. La mostra presenta con le suggestive immagini in bianco e nero del fotografo Martin Linsi costruzioni che si contraddistinguono per un particolare legame col paesaggio: ponti, passerelle, gallerie, muri di sostegno e strade sono considerate opere con ambizioni architettoniche.

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Conzett è noto per la sua particolare sensibilità architettonica e storica, oltre che per le indubbie capacità quale ingegnere strutturista e docente. Le sue passerelle e ponti realizzati nel canton Grigioni continuano l’importante tradizione svizzera in questo campo. Tradizione che è però poco conosciuta dal pubblico non specialista: l’ingegneria svizzera è infatti nota in tutto il mondo prevalentemente per le dighe e le gallerie, ma meno per la costruzione di ponti e strade, in genere ben inserite nel nostro territorio. L’iscrizione nel patrimonio dell’Unesco della linea ferroviaria retica dell’Albula e del Bernina con i suoi ponti ne è un esempio.
Ingegneri come Köchlin, Ammann e Maillard nel passato e contemporanei come Menn, Calatrava, Muttoni e Conzett hanno realizzato costruzioni pregevoli e degne di considerazione (1).
La mostra di Conzett alla Biennale di Venezia, corredata da un bellissimo libro (2), permette di sensibilizzare il pubblico non specialista al paesaggio prodotto dalle costruzioni realizzate dagli ingegneri civili. Essa è il risultato di varie escursioni che i due autori hanno intrapreso attraverso la Svizzera, i quali hanno dedicato particolare attenzione agli aspetti architettonici, e alle sensazioni suscitate negli utenti o negli osservatori. Nell’esposizione queste riflessioni sono aggiunte a quelle tecniche e economiche, tipiche dell’ingegneria.
Sono presentate sia costruzioni storiche sia contemporanee, fra le quali anche alcune ticinesi: i muri di sostegno e i portali di galleria dell’autostrada di Rino Tami, le strade di Gandria e del Piottino, con qualche vecchio ponte ferroviario ormai dismesso.
Questa mostra ha il merito di guardare il paesaggio costruito con occhi diversi e di sensibilizzare anche gli addetti ai lavori alla necessità di conservare le costruzioni più significative (3). Purtroppo in Ticino molte sono già andate perse: il ponte metallico di Sementina (demolito unicamente per motivi finanziari), il ponte di Castello, la fabbrica Tannini di Melano, i magazzini Usego a Rivera. Ma altre restano e dovrebbero essere valorizzate e inserite nei cataloghi dei beni culturali. Mi permetto qualche esempio: il magazzino Punto Franco di Chiasso, i manufatti dell’autostrada di Rino Tami, la diga della Verzasca, la strada della Tremola, i numerosi tracciati ferroviari dismessi.
Spero che quando si tornerà a parlare del Museo del Territorio, si potranno avere mezzi per documentare anche il paesaggio costruito e non solo quello naturale.

Note
(1) L’attività dell’ingegneria civile svizzera è documentata da qualche anno nel museo svizzero dell’arte dell’ingegneria civile a Ennenda (GL) (Schweizerische Ingenieubaukunstmuseum).
(2) Jürg Conzett, Martin Linsi “Landschaft und Kunstbauten / Landscapes and structures” Scheidegger & Spiess, Zurigo ISBN 978-3-85881-321-3
3 Maggiori informazioni con fotografie nel sito http://www.bak.admin.ch/themen/kulturfoerderung/00456/01391/01392/01394/index.html?lang=it