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23.10.2009 | Economie di fine anno
Con l’arrivo di novembre, in ufficio si inizia a pensare alla fine dell’anno: la cena dell’ufficio, la fatturazione, le tredicesime, le previsioni per l’anno 2010.
Anche quest’anno possiamo dire che è andata abbastanza bene, abbiamo parecchio lavoro nonostante la crisi e non ci si può lamentare se si paragona la situazione con altri settori.
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Con l’arrivo di novembre, in ufficio si inizia a pensare alla fine dell’anno: la cena dell’ufficio, la fatturazione, le tredicesime, le previsioni per l’anno 2010.
Anche quest’anno possiamo dire che è andata abbastanza bene, abbiamo parecchio lavoro nonostante la crisi e non ci si può lamentare se si paragona la situazione con altri settori.
Anzi, nell’ingegneria civile attualmente vi è una fortissima mancanza di personale sul mercato, che ci obbliga a lavorare moltissimo. Peccato che non si riesca ad ottenere delle retribuzioni adeguate nemmeno nei mandati pubblici.
Noi però anche quest’anno siamo contenti di riuscire a dare alle nostre collaboratrici e collaboratori salari adeguati, tredicesima compresa.
Nel nostro settore fatto in genere di piccole ditte, non esistono bonus stratosferici nemmeno per i titolari e non ci si preoccupa affatto della tassazione degli utili, che sono quasi inesistenti (io voterò chiaramente no allo sgravio il prossimo 27 novembre).
Se restano risorse, si preferisce investire nel personale dando opportunità di formazione, e ci si permette di acquistare le infrastrutture necessarie.
Girano pochi soldi ma si lavora assieme con un buon clima e qualsiasi difficoltà si riesce a superarla grazie all’aiuto di tutte e tutti. Sono molto grata a tutto il nostro staff.

Tempo fa sul giornale, un famoso industriale italiano rispondendo ad una domanda sulla crisi diceva che “saranno conti duri. Ma la nostra forza è che non abbiamo mai diviso utili, neanche un euro. L’utile va tutto in riserva. Remuneriamo il lavoro, ci paghiamo buoni stipendi ma non abbiamo dividendi. E quando perdiamo usiamo le riserve per pareggiare le perdite”.
Mi chiedo se anche nelle banche o in generale nel settore finanziario non si dovrebbe iniziare a tornare a lavorare con questa filosofia, senza andare a chiedere aiuto allo Stato nel momento del bisogno, dopo avere per anni rinnegato il suo ruolo chiedendo sempre sgravi fiscali.
Una maggiore responsabilità dell’economia stessa è veramente necessaria.
Peccato che non si ricorda che queste sono idee portate avanti da sempre dal partito socialista.