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20.09.2010 | Carenza di personale nei settori MINT
Nessuna caramella alla menta...
Con MINT il Consiglio federale intende Matematica, Informatica, scienze Naturali e Tecnica. Settori che da anni soffrono di forte carenza di personale.
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apparso su La Regione 21.9.2010, discussione su www.terramatta.ch

Nell’ultimo numero della rivista Confronti, abbiamo presentato alcuni progetti di promozione delle professioni tecniche rivolti in modo particolare alle ragazze. Da anni ci occupiamo di questo tema, che ai più potrebbe sembrare poco significativo. Ma sempre più spesso ci giungono segnali che incentivare le giovani e i giovani ad intraprendere mestieri che offrono ottime opportunità professionali stia divenendo sempre più importante.
Da diversi decenni ormai si constata un sempre più marcato disinteresse da parte dei giovani non solo per le professioni del settore sanitario ma anche nel ramo tecnico. In quest’ultimo settore la carenza sta divenendo sempre più acuta e ora anche voci molto più autorevoli della nostra, iniziano a rivolgere appelli alla società.
È recentissima ad esempio la pubblicazione di un rapporto del Consiglio Federale sulla carenza di personale specializzato nelle scienze matematiche, informatiche, naturali e tecniche . In questo documento si indica che in Svizzera in questi settori sono impiegate complessivamente 173’000 persone, che vi sono attualmente 2000 persone in cerca di lavoro e che nel contempo il mercato del lavoro ne cerca 16000. A livello europeo la situazione non è molto differente.

La nostra società fa fatica a comprendere che la grande diffusione della tecnologia nella vita quotidiana richiede sempre più personale qualificato. Nel rapporto si indica anche che in Svizzera gli ingegneri occupano il 20% delle posizioni dirigenziali nelle aziende, non solo del ramo tecnico. Le persone del ramo tecnico con capacità analitica e competenze metodologiche sono molto richieste in ogni settore professionale, ma purtroppo sempre meno giovani intraprendono questa strada.

Il Consiglio federale spiega il disinteresse in base a svariati motivi:
• poco riconoscimento nella società di queste professioni
• mancanza di modelli di riferimento quali personaggi pubblici, politici, ecc. ,
• approccio troppo teorico dell’insegnamento della fisica e matematica
• perdita di attrattiva nella prima infanzia dei giochi tradizionali di costruzione come il Lego e il Meccano,
• salari molto inferiori rispetto ad altri settori, come ad esempio il settore finanziario e sanitario
• per le ragazze si aggiunge anche una stima delle proprie capacità inferiore rispetto alla realtà e il timore di non riuscire a conciliare famiglia e lavoro.

Nel medesimo rapporto si illustrano bene le difficoltà che le aziende incontrano nel reclutamento del personale e si indica che queste difficoltà creano la perdita di know how e un abbassamento della competitività e qualità dei servizi e prodotti offerti.
Il Consiglio federale in conclusione afferma che “promuovere le professioni tecniche e scientifiche diventerà pertanto un compito sempre più importante”: nei prossimi anni si dovranno pertanto sostenere iniziative di promozione nelle scuole, di miglioramento nella didattica delle materie scientifiche, di diffusione di modelli di lavoro più flessibili e di un’immagine professionale più favorevole alle famiglie. Molte istituzioni pubbliche, associazioni e aziende private ci stanno già lavorando. Ci auguriamo che nel prossimo futuro venga loro assicurato un adeguato sostegno.

Cristina Zanini Barzaghi, associazione svizzera delle donne ingegnere ASDI
Vittoria Calabretta, SUPSI e Cecilia Beti, docente SAMT, responsabili progetto Promtec
Laura Banfi Moser, fisica , responsabile INGCH settimane tecnologiche

apparso su La Regione, 21 settembre 2010
vedi anche "Donne e tecnica: necessità o esotismo?” N.18 Confronti agosto 2010
se vuoi discutere su questo e altro vai su www.terramatta.ch

scarica il rapporto del Consiglio federale su www.bbt.admin.ch/aktuell/medien/00483/00594/index.html?lang=it&msg-id=34877